Proloco Marcellinara

Unpli Catanzaro
I Capitolo
La nostra Storia

Il nome Marcellinara deriva dal latino Marcellus in ara (Marcello sull’altare).  Con molta probabilità, sul territorio di Marcellinara, vi furono insediamenti sin dall’età del bronzo.  Dal 1445 fu feudo dell’antica e nobile famiglia dei Baroni Sanseverino; nel 1464, proprio nel loro castello, fu ospite San Francesco di Paola. Durante il Suo soggiorno a Marcellinara venne eseguito un ritratto del Santo che è ancora conservato nella cappella del Palazzo baronale.  Il paese, famoso fin dall’antichità per l’aria salubre, la produzione di olio, di fichi e per le sue cave di gesso purissimo (ancora attive) usato anticamente, grazie alla sua straordinaria trasparenza, come vetro per le finestre. E poi i tessuti di seta e quelli ricavati tessendo le fibre delle ginestre.   In alcuni libri antichi viene decantata la particolare avvenenza delle donne di Marcellinara.

II Capitolo
L'arte

Nel centro storico del paese, nella piazza principale, vi è la chiesa di Maria SS. Assunta (sec. XV). La navata centrale fu affrescata nel XIX secolo dal pittore Francesco Colelli. (bibliografia: Francesco Colelli di Mario Panarello, Rubettino Editore)    Sul portale bronzeo d’ingresso, opera moderna, sono raffigurate alcune scene della storia del paese.  Sempre nella piazza principale del paese si trova l’imponente palazzo dei Baroni Sanseverino. Costruito nella seconda metà del 1400, fu parzialmente distrutto dal terremoto del 1783, in seguito al quale fu ricostruito secondo quel gusto neoclassico allora in voga. Il Palazzo è attualmente in fase di restauro; una volta terminati questi lavori, i saloni del quattrocentesco castello feudale saranno aperti al pubblico ed adibiti a sale per ricevimenti, cerimonie, congressi.  Appena fuori dal centro storico vi è la piccola ma curata chiesa di San Nicola (sec. XVII) che è sede dell’antica “Congregazione dell’Immacolata”.    

III Capitolo
La Natura

A sud del paese si trova la “sella di Marcellinara” il punto meno alto dell’Appennino calabrese (250 m.). Il territorio di Marcellinara si trova al centro dell’istmo che collegava il mar Ionio al mar Tirreno. Grazie a questa sua posizione, dal paese e dalle colline circostanti, è possibile godere di uno straordinario panorama; le dolci alture, punteggiate da maestose querce e ricoperte da secolari oliveti, degradano a est verso il mar Ionio e ad ovest verso il Tirreno, svelando un paesaggio naturale di rara bellezza. Nelle giornate limpide e possibile scorgere all’orizzonte la sagoma della più alta delle isole Eolie: il vulcano Stromboli, circondato dalle sue “sorelle” più piccole. 

IV Capitolo
Gastronomia, Festività e Artigianato

Ancora oggi, in occasione di Pasqua e di Natale, le famiglie Marcellinaresi preparano alcuni piatti tipici: il fragune, un impasto di ricotta, salsiccia e uova racchiuso in un involucro di pasta di pane, le cuzzupe, dolci pasquali a forma di trecce con le uova, ed i cuddurieddi, dolci fatti con la pasta di pane fritta e poi ricoperti di miele.  In alcuni antichi forni a legna, ancora oggi si prepara fragrante pane casareccio, e la morbida “pitta” dalla forma a ciambella. La tradizione gastronomica è perpetuata con successo da due piccole industrie alimentarie. “Tutto Calabria”, che con i suoi sott’olii e conserve varie, prodotti tipici e genuini, esporta la cultura gastronomica della Calabria in ogni parte del mondo. Il salumificio “San Pietro” produce prosciutti, soppressate, schiacciate ed altri straordinari salumi tipici. Ancora viva e molto sentita dai marcellinaresi la tradizione delle processioni dei Santi portati a spalla dai fedeli per le strade del paese: Gesù risorto, il giorno di Pasqua, San Francesco di Paola, la seconda domenica di agosto, l’Immacolata l’otto dicembre. E poi la “farsetta di Pasqua”, alla fine della Quaresima, per festeggiare l’arrivo della primavera, che segna la fine di un periodo di stenti dovuti all’improduttività della terra. San Francesco di Paola viene poi festeggiato durante il mese di agosto, mese durante il quale vi è anche la festa dei “Cento Comuni”, con feste e spettacoli di piazza, durante i quali si esibiscono, tra gli altri, le due compagnie teatrali di Marcellinara; il 23 dicembre si perpetua la tradizione del Presepe Vivente. Falegnami, fabbri, muratori e imbianchini continuano con maestria questi antichi mestieri. Alcune donne marcellinaresi eseguono leggeri pizzi al tombolo e all’uncinetto, raffinati ricami, e tessuti variopinti eseguiti con antichi telai lignei. Nella zona industriale si sono installate piccole e medie imprese: di trasporti, alimentari, materie plastiche, editoria, materiali per l’edilizia. La capacità imprenditoriale dei marcellinaresi ha fatto sì che in una statistica del 1997  Marcellinara risultasse il secondo Comune più ricco della Calabria.   

V Capitolo
Da visitare

Posta in posizione strategica, Marcellinara è a soli 18 Km. dall'aeroporto  internazionale e dalla stazione di Lametia Terme. Una piccola stazione ferroviaria è sita anche a Marcellinara: qui fermano i treni che collegano Lametia con Catanzaro Lido. Sulla superstrada 280, che collega Catanzaro all’Autostrada Salerno - Reggio Calabria, vi è lo svincolo “Marcellinara”.  D’estate, la vicinanza con i “due mari”, offre una vasta gamma di opzioni per gite “marine”. La costa ionica con le sue distese di sabbia bianca, l’acqua turchese e le numerose località turistiche che vi si affacciano: Copanello, Caminia, Soverato. La costa tirrenica con le sue insenature rocciose, le rocce ripide a picco sul mare e i paesi ricchi di storia: Pizzo, Tropea e più a sud l’incanto di capo Vaticano.  D’inverno si possono visitare i laghi blu di montagna e gli straordinari boschi innevati della Sila, e per gli appassionati dello sci vi sono anche stazioni sciistiche.   La lunga storia di questa regione offre una vastissima gamma di itinerari turistici, più o meno distanti da Marcellinara: vestigia della Magna Grecia a Schilletion con il suo interessante parco archeologico e la basilica normanna di S. Maria della Roccella, Sibari, Crotone, Capo Colonna, Caulonia, Locri  e da non perdere il Museo di Reggio Calabria che custodisce gli splendidi e famosi “bronzi di Riace”. La Basilica bizantina di Stilo, le chiese di Gerace costruite in varie epoche, il Rinascimento delle architetture di Altomonte, le splendide tele seicentesche di Mattia Preti, "Il Cavalier Calabrese", conservate a Taverna suo paese natale,   il centro storico di Cosenza, la Certosa di Serra San Bruno. Catanzaro, Nicastro, Tiriolo con i rispettivi musei.